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Aroma
AROMA
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AROMA di faith5bye5 - Angst/ Drammatico – Temi adulti ( anche Kafka e Socrate non sono scrittori per minori di 14 anni!) - Lupin fa troppe domande sulla vita privata di Severus, e Moody ne approfitta - scent - Author: faith5bye5 - Angst/Drama - Fiction Rated: K+ So much of Severus' life is kept private. IT IS INVARIABLY WITH GOOD REASON. Lupin senses a change in Severus during an Order meeting. he makes the mistake of commenting, & moody takes advantage. dramatic. must be read til end. Qui l’originale http://www.fanfiction.net/s/2800119/1/
Lupin sorrise deciso quando Molly gli offrì del the e si spostò per offrirlo ad altri membri dell’Ordine che sedevano comodi attorno al tavolo della cucina a Grimauld Place.
Sirius sghignazzava senza freni attraverso il tavolo. Il duo non si era rincontrato dato che Remus s’era appostato in scozia per investigare sulla sparizione di due giovani maghi. Entrambi fieri alleati di Dumbledore. Remus era consapevole che Sirius aveva profondamente risentito della sua reclusione solitaria nella vecchia casa durante l’assenza di Remus.
Remus rese il sorriso al vecchio amico.
Moody, Shacklebolt, Tonks, Arthur e Dumbledore erano pure presenti nella calda cucina, e parlottavano in attesa del raduno.Appena Molly si mise a sedere al fianco di Arthur, e guardò l’orologio, Dumbledore si schiarì la voce e s’alzò, preparandosi ad iniziare la riunione con la sola compagnia presente.
Aveva appena pronunciato i convenevoli che la porta dell’ingresso s’aprì e la figura esile, avvolta di nero di Severus Snape entrò in silenzio, movendosi dall’ombra verso la stanza con un rispettoso momento di pausa per scusa davanti a Dumbledore. L’apparizione fu accolta con disagio notevole o fastidio rassegnato da parte del grosso dell’Ordine, mentre lui completava il numero richiesto e si sistemava, senza altra scelta, nella sola sedia rimasta, accanto a Remus.
Sirius ghignò amaro al vecchio nemico, ma l’occhiata profonda di Severus rimase sfocata sul tavolo, mentre stringeva le mani piano sullo stomaco e si accasciava nella sedia, apparentemente ignaro del suo osservatore.
Remus ascoltò il familiare discorso di benvenuto di Dumbledore, e accolse gli apprezzamenti geniali che sentì per esser tornato sano e salvo in questo luogo intimo e sicuro. Si concesse di osservare i movimenti appena accennati di Snape con la coda dell’occhio.
Severus Snape. Una presenza costante nel tormentato mondo di Remus.
Remus accolse la presenza dell’uomo meno alto e la sua vicinanza con un sorriso che non poteva placare. Si rese conto divertito, che gli era mancata l’obbligata compagnia di questo ometto esile, scostante e impersonale. Infatti Severus aveva sempre occupato una strana, duratura posizione nella vita di Remus, e Remus si rendeva conto che aveva un’inspiegabile simpatia per quel personaggio così inavvicinabile, eccentrico e introverso.
Con una nostalgica emozione, Remus di nuovo provò la familiare morsa di rimpianto dentro di sé, sulle passate divergenze con Severus Snape. Remus poteva una volta aver avuto ragione ad intraprendere un’amicizia con quella persona, ma così come era, il loro rapporto tale restava…
Il sorriso di Remus si addolcì pensieroso. Severus pareva silenzioso. Le spalle curve e cadenti e lo sguardo sfuocato mostravano una sottomissione insolita in quell’uomo. Lo sguardo era proprio intenso come al solito, ma era lucido, e Remus trovò inquietante l’espressione. I lineamenti aguzzi di Severus erano di solito caratterizzati da tormenti interiori, oppure contraddicevano le apparenze.
L’attuale… vuoto…perdita di ogni cosa, faceva notare qualcosa di privato che era dentro Severus Snape, che il pensiero curioso di Lupin non riusciva ad afferrare.
Lupin rivolse la sua attenzione a Kingsley Shacklebolt quando l’uomo si alzò per far rapporto sul recente fatto al Dipartimento dei Misteri. Remus ascoltò pieno di rispetto, ma la mente dentro sé vagava, ed era più che consapevole del comportamento di Snape, dentro di sé. Remus era intrigato. Qualcosa si era trasformato, stasera qualcosa era differente riguardo Severus e non riusciva a identificare cosa. Severus si mosse un poco, probabilmente per alleviare l’indolenzimento alla schiena. Era assai consunto, dopo tutto, e conduceva una dura vita. Al lieve movimento di Severus, Remus annusò un odore caratteristico nell’aria, un odore falso, fiorito, che era dolciastro ed incompatibile con il consueto odore di calderone affumicato e componenti bruciati proprio di Severus.
Un sorriso strisciò sulla faccia di Remus appena si rese conto del significato del raro aroma. Poté pensare a poco d’altro se non alle implicazioni che aveva su Severus, durante il resoconto di Minerva, e infatti quando Severus si alzò e divulgò il suo conciso, accurato rapporto sulle più recenti scoperte sui piani dei Death Eater, Remus sentì un lieve sorriso giocare inappropriato sugli angoli delle labbra. Appena Severus si fu seduto silenzioso, Dumbledore si alzò con gravità. “Eccellente. Grazie a tutti voi. Adesso devo parlare con Sirius su un argomento in qualche misura delicato, così vi chiedo di restare un attimo mentre ne parleremo sull’ingresso.” Il Preside fece segno a Sirius, che annuì e si alzò, scortandolo fuori.
Ci fu un diffuso sospirare e un stropicciare di piedi mentre l’ Ordine si rilassava e iniziava ad elaborare le informazioni ricevute.
Remus si voltò per sbirciare Severus, ma l’uomo aveva chiuso gli occhi in silenzio e aveva affondato la testa tra le mani, spossato. “Severus,” prese a dire timido Remus, cercando di nascondere tanto divertimento, “Dove sei stato?”
Severus si accigliò un poco, sollevò la testa, confuso dal comportamento di Remus. Al ghigno deliziato dell’uomo, si trovò esitante e disgustato.
“Lupin, ho appena rivelato tutti i dettagli necessari sulle ultime intenzioni dell’Oscuro Sire, poiché la convocazione da cui sono appena tornato si è conclusa nemmeno un’ora fa. Ti è certo stato spiegato di seguire davvero gli eventi."
Remus crollò la testa rassegnato, al commento sardonico di Severus, e recuperò la sua solita giovialità. “No.. intendevo quel profumo sulla tunica?” il ghigno di Remus si allargò all’aria scioccata che calò sulla faccia di Severus. La domanda era stata posta apparentemente a voce alta, poiché altri membri dell’Ordine guardarono su sorpresi dall’inaspettata coincidenza.
Gli occhi scuri di Severus si allargarono fluttuando tra i volti, e sembrò di colpo intimidito dal pubblico.
“Non sono stato da altre parti, sciocco. Ti sbagli.” La voce placida di Severus era pericolosamente bassa, e rauca per l’indignazione quando lasciò il tavolo, e andò in difensiva verso la porta, verso Dumbledore.
“Severus!” protestò Remus, alzandosi per seguire la sua preda, incredulo al diniego aperto dell’altro uomo. “Posso sentire il suo profumo odorare sulla tua tunica, chi è lei?”
L’uomo si voltò oltraggiato. “Come osi chiedere ancora? Ti ho detto che non ho fatto altro che rispondere alla Convocazione, come chiesto dall’Ordine!”
La porta si aprì di botto al gridare forte e Dumbledore rimase in piedi nell’ingresso, con Sirius che sbirciava intrattenuto da sotto la sua spalla.
Gli occhi neri di Severus si agitarono minacciosi, fissando Remus con ferocia, e lui sentì un certo senso di umorismo, a fare da avversario verbale di un uomo così potente ed elusivo.
“Severus,” lo riprese con indulgenza Remus, facendo arretrare l’uomo verso il muro, “Se non vuoi dirmi chi è lei, va benissimo, ma non c’è bisogno di mentirmi su lei.”
“Mentirti su -! Come se rischiassi la mia credibilità in questo circolo per un’accusa tanto assurda..”
Gli occhi di Severus si mossero verso la spalla di Remus, verso Dumbledore, per un aiuto, ma lo sguardo del Preside sembrava luccicare di speranza e simpatia.
“Severus, non c’è vergogna nell’avere una fonte di conforto. Ne passi così tante, figliolo. Niente mi renderebbe più felice di vedere che trovi qualcuno che può offrirti forza e devozione.”
“Signore! Come puoi dubitare della mai parola…” Severus scosse la testa infuriato, devastato dal tradimento.
Remus si protese per posare una mano confortante sul braccio di Snape, preparato in pieno a lasciar cadere l’argomento, ma venne spinto da parte quando la sagoma tarchiata di Moody irruppe nello spazio personale di Snape. Al ghigno minaccioso dell’Auror, Remus notò Severus ritrarsi ed abbassare gli occhi scuri, nascondendo il suo disagio.
“Ah, Severus,” fece le fusa Moody, mettendocela tutta per mettere a disagio il fragile uomo con smorfie viscide e occhiate di sfida. “Sempre così solitario, recita il martire, e ora scopriamo che la sua recita attrae le signore, eh? Benone, Snape – capiamo – stare alla presenza di Tu-Sai-Chi ti crea tensione, vero?”
Remus si accigliò, scotendosi per il disgusto insieme a gran parte dell’Ordine. Era noto che Moody aveva una sorta do perverso divertimento nel torturare Severus, e non era stata intenzione di Remus procurargli l’occasione. “Forse… Ho sbagliato nel mio fiutare, Moody.”
Severus stava a fissare l’Auror: il volto era piegato in un disperato tentativo di nascondere il dolore col disprezzo, ma la sua vulnerabilità era evidente nelle linee rigide del corpo emaciato.
“Lo sai che non è così, Remus.” Moody sbuffò sgradevole da sopra la spalla. “Cosa hai da dire, Snape?”
Ci fu una pausa piena di attesa.
“Mi disgusti, Moody.”
Moody esclamò viscido, “Io disgusto te? –“
“Sì, Moody,” ribatté Severus in immediata risposta. “Tu disgusti me – e immagina quanto ci vuole per schifarmi, data la vita che ho passato!”
Mody si limitò a sghignazzare sgradevolmente. Lo sguardo di Snape si fece duro, e divenne quasi vacuo per il disprezzo rassegnato.
“Sei fiero, Moody?” fu appena un sussurro. “Felice di avere questo effetto? Come minimo non perdi il tuo tocco squisito, mostruoso oggi come sei sempre sta –“
“Silencio !”
“Protego !”
Ogni membro dell’Ordine era in piedi quando Severus bloccò l’attacco di Moody.
Il ringhio rabbioso di Snape si spense in un ghigno da maniaco, come disse in un rantolo flebile, “Oh, certo, Moody- Conosco gente dall’altra parte dello spettro, gente che tu hai incontrato in buie celle, dove le tue azioni non hanno limiti. Ti sbagli in mille dei tuoi pregiudizi, e sei ipocritico nel resto!”
“Snape sei un figlio di –“
“Tu hai fatto cose ai prigionieri a te affidati che sono inaccettabili per qualsiasi logica di dignità umana, e io –“
“Severus!”
Un violento tremito scosse il corpo esangue dell’uomo quando risuonò il richiamo di Dumbledore, e Severus si azzittì di colpo, scansandosi finché non trovò la parete.
Moody guardò la testa dell’uomo emaciato, chinata con obbedienza straziante, ma Severus né sollevò lo sguardo a incontrare il suo, né si abbassò a scusarsi.
Un brivido scese per il collo di Remus mentre l’atmosfera densa di tensione pervadeva la stanza, e passò la mano sulla nuca, pentendosi molto di aver sfidato Snape, anche se su temo tanto triviali. Non aveva calcolato che Moody prendesse vantaggio dalla situazione, costringendo Severus a esibire il suo spettacolare colpo difensivo.
Remus scosse la testa disperato. “Mi dispiace, Severus. Tutto quel che volevo sapere era –“
“Volevi sapere perché hai odorato il profumo di una donna su di me.” Disse Severus, e parve sconfitto e stremato. “Ancora lo vuoi sapere?” Nessuno si mosse. Né un membro dell’Ordine poté negare di essere ancora curioso, se non ancora di più, di sapere le conseguenze dell’ esplosione di Snape. Remus stava pensando che adesso c’erano un paio di domande a cui avrebbe voluto rispondesse Moody.
“Non è affare nostro, Severus, e se non vuoi dircelo –“
“Remus! Deve dircelo, se gli è permesso di farne tanta confusione!” protestò arrabbiato Sirius, schivando Dumbledore per entrare infine nella stanza. “D’altra parte, non sono certo che sia saggio per lui venire a termini tanto intimi con… beh, è un fatto di decenza, ma certo non con qualcuno al di fuori dall’Ordine! Intendo per noi! Nessuno di noi rischia di attaccarsi a una persona esterna; non è una cosa sicura, ci rende vulnerabili. Ci fa tutti vulnerabili. E mi colpisce che Snape già ci minacci –“
“Sirius ha ragione; è la nostra spia. Abbiamo diritto di sapere certe cose.” Intervenne di nuovo Moody, sbuffando a Severus.”Non possiamo darti fiducia, Snape, se non accetti di darci tutte le informazioni!”
“Le vostre paure sono infondate.” Severus si scostò dal muro con le spalle e se ne andò alla porta, tenendo gli occhi bassi e nascosti. “Lei non è una minaccia per nessuno di voi.”
“Vedi! Ha mentito, non è proprio tornato qua dopo una chiamata di Tu-Sai-Chi!” vaneggiò Moody.
Sirius si precipitò a intercettare Severus prima che potesse raggiungere l’uscita. “Come puoi essere certo?”
“Perché lei è morta.”
Il silenzio calò sulla stanza che fino ad un momento prima ronzava di chiacchiere.
Remus chiuse gli occhi inorridito, scioccato dalla rivelazione che il suo comportamento infantile, impertinente, aveva costretto Severus a esibire. “Oh, Merlino,” mormorò in un soffio.
“urgh,” Sirius fece una smorfia, schifato, e dopo una pausa di riflessione,”Dannazione, Snape, dimmi che non è qualche tuo rapporto feticista –“ “Sirius, stai zitto!” gridò Remus con una violenza poco caratteristica della sua persona.
Sirius si azzittì, preso in contropiede.
Tutti gli occhi erano su Severus.
“Lei non era… non era niente per me. Ne ho portato il corpo martoriato. L’ho seppellita. Era una giovane Muggle: loro l’hanno uccisa durante la riunione. Non ho mai saputo il suo nome.” Snape sollevò gli occhi verso i movimenti di Sirius, e l’espressione passò dall’infamia al disprezzo,”E lei di certo mai ha saputo il mio, o anche che esistessi, Sirius, così puoi trattenerti dal preoccuparti della tua bella sicurezza personale, per una volta.”
Remus si accostò a Severus, e posò la mano sulla spalla da dietro. “Severus, mi dispia-“
Severus si voltò, scostando la mano di Remus dal corpo e stringendola sorprendentemente a disagio, sospesa nell’aria davanti a loro.
“Non far domande sulla mia vita privata di nuovo, Remus. In ogni resoconto do tutte le informazioni che raggiungo, che siano significative oppure utili alla causa, senza eccezione. Ogni cosa che non rivelo è omessa con buon motivo. E con la tua benedizione, preferirei che almeno certi momenti della mia vita rimanessero privati.”
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